
La frana di Niscemi: dal rischio mappato alla modellazione 3D e alle analisi di stabilità
Un approccio integrato: GeoRisk per la pericolosità, GeoStru Maps per la ricostruzione tridimensionale, Slope (LEM+DEM) per la stabilità 2D/3D e Debris Flow per i fenomeni rapidi.
Perché questo evento è importante
La frana di Niscemi evidenzia quanto la gestione del rischio richieda strumenti capaci di passare dalla mappatura della pericolosità alla modellazione 3D e alle analisi geotecniche (stabilità dei pendii e possibili evoluzioni rapide).
🧭 Modellazione 3D
🧱 Stabilità 2D/3D
🌊 Debris flow
GeoRisk
GeoStru Maps
Slope
Debris Flow

1) Mappare pericolosità e rischio con GeoRisk
La mappatura è il primo passo: permette di inquadrare l’evento nel contesto territoriale e di correlare pericolosità da frana, rischio idrogeologico e pericolosità sismica.
- lettura rapida delle aree PAI
- sovrapposizione con aree urbanizzate
- supporto a priorità e pianificazione
2) Dal territorio al 3D con GeoStru Maps
Una volta definita l’area critica, la ricostruzione tridimensionale consente di descrivere correttamente scarpate, nicchie di distacco e volumi instabili. La mesh 3D triangolare diventa una base solida per le analisi. Mesh 3D triangolare (TIN)


3) Stabilità e grandi spostamenti con Slope (LEM + DEM)
Per casi complessi, oltre alle verifiche ad equilibrio limite (LEM), può essere utile studiare l’evoluzione del fenomeno con un approccio ad elementi discreti (DEM), particolarmente adatto a grandi spostamenti e cinematismi veloci.
Perché LEM + DEM è utile in casi come Niscemi
- analisi globale del fattore di sicurezza
- simulazione di evoluzioni cinematiche e spostamenti
- supporto a scenari di emergenza e post-collasso
4) Quando la frana evolve in Debris Flow
In presenza di materiali sciolti e apporto idrico, il meccanismo può evolvere in un debris flow. In questi casi è importante stimare la possibile propagazione, i volumi e le aree potenzialmente coinvolte.
Propagazione
Stime parametriche

Dall’analisi alla soluzione: interventi possibili
La mitigazione parte da un principio: ridurre la causa scatenante. Spesso il controllo delle acque (regimazione e drenaggi) è determinante, affiancato da misure provvisorie per contenere gli spostamenti e da una riprofilatura con opere definitive.









